facciata principale con ingresso della chiesa di san vito a l'aquila

Chiesa di San Vito

Salve, concittadini aquilani e turisti disorientati! Qui è il vostro inviato sul campo, e oggi vi porto nel cuore storico di L’Aquila, alla scoperta di un edificio che ha più stranezze di un gatto che fissa il vuoto alle tre di notte: la Chiesa di San Vito alla Rivera.

Ora, tutti conoscono la celebre Fontana delle 99 Cannelle, che per noi è l’equivalente della monorotaia di Springfield (ma con acqua vera e – quasi – 99 facce di pietra che vi fissano mentre bevete). Ebbene, proprio di fronte alla fontana, alla fine di un’ampia e scenografica scalinata in pietra, sorge questa chiesetta fondata nel tredicesimo secolo dai tenaci abitanti di Tornimparte. Ad accogliervi c’è una pittoresca cancellata in ferro battuto che sembra dirvi “guardare, ma non toccare!”.

A prima vista, la facciata è un trionfo del minimalismo romanico aquilano: squadrata, piatta e dal tetto orizzontale, severa e implacabile come un preside di scuola in un giorno di verifiche a sorpresa. Sulla nuda pietra del muro, una piccola targa quadrata vi ricorderà in modo molto essenziale che siete davanti alla “Chiesa di San Vito sec. XIV”.

Ma avvicinatevi, gente, e alzate lo sguardo fin sotto la fila di piccoli archetti decorativi che ornano la cima. Vedete quell’oculo circolare, la finestra rotonda al centro?. Niente male. Ma ai suoi lati troviamo il vero colpo di genio: non una, ma ben due meridiane incise direttamente sulla pietra! Esatto, due. A sinistra troviamo le linee con i numeri dall’11 al 18, mentre a destra ci sono quelle dal 6 al 12. Perché accontentarsi di un solo orologio quando puoi avere un sistema di backup a energia solare?

Scendendo con lo sguardo verso l’ingresso, ammiriamo il massiccio portone in legno scuro, suddiviso in solidi riquadri e sormontato da un arco semicircolare finemente lavorato. Nella lunetta posta proprio sopra la porta c’è un antico affresco sbiadito che raffigura delle figure sacre (tra cui la Vergine Maria). I colori si stanno perdendo nel tempo, ma ciò dona al portale un’aura vintage e misteriosa molto affascinante.

Insomma, se siete turisti in cerca dello scatto perfetto (magari cercando l’angolazione giusta per tagliare fuori l’edificio con le impalcature sulla destra e il grande albero spoglio sulla sinistra), o se siete aquilani che passano di qui senza mai fermarsi, fatevi un favore: andate in Piazza San Vito. Prendetevi un momento per ammirare questa caparbia chiesetta sopravvissuta ai secoli e ai terremoti. E ricordatevi: se vi si scarica lo smartphone, potete sempre usare la facciata di San Vito per sapere a che ora è l’aperitivo!