Chiesa di Santa Maria del Suffragio
Piazza Duomo, ore imprecisate. Qualcosa di verde sta osservando la città dall’alto.
Non è un alieno. Non è un UFO parcheggiato male. È una cupola. Ma non una cupola qualunque: è la cupola neoclassica più chiacchierata d’Abruzzo, alta oltre 35 metri, disegnata nientemeno che da Giuseppe Valadier, lo stesso architetto che ha ridisegnato Piazza del Popolo a Roma. Sì, quello. Benvenuti a Santa Maria del Suffragio, che gli aquilani chiamano affettuosamente “le Anime Sante”, e che dal 6 aprile 2009 ha vissuto una storia degna di una serie true crime, solo con più marmo e meno colpevoli umani.
Riavvolgiamo il nastro. Cantiere aperto nel 1713, dieci anni dopo il terremoto del 1703 (perché a L’Aquila i terremoti, purtroppo, si tramandano di secolo in secolo come una tradizione di famiglia mai richiesta). Facciata barocca tardo-settecentesca firmata Leomporri. Cupola valadieriana aggiunta nel 1805, che completa il tutto come la ciliegina su una torta già di per sé ambiziosa.
E poi arriva la notte del 6 aprile 2009. La cupola, quella stessa cupola sopravvissuta a due secoli di storia, crolla in diretta, pezzo dopo pezzo, sotto gli occhi di una città che in quelle ore stava perdendo molto di più di un monumento. Per quasi dieci anni resta lì, tenuta insieme da un ragno avveniristico, che tutta la città continua a guardare dalla finestra, aspettando un segnale.
Il segnale arriva nel 2018. Restauro concluso, grazie anche a una collaborazione italo-francese da oltre tre milioni di euro, e riapertura ufficiale con tanto di Presidente della Repubblica in prima fila. La cupola torna al suo posto, rosa e lucente, a dominare Piazza Duomo come se non fosse mai andata via.
Ora, la parte in cui dovrei consigliarvi di “assolutamente non perdervela”. Non lo farò. Vi dirò solo questo: ogni anno, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, dentro quella chiesa risuonano 309 rintocchi di campana, uno per ogni vittima del sisma. Se pensate che una chiesa sia solo pietra, arredi dorati e un buon posto per le foto su Instagram, provate ad ascoltare quel silenzio prima del primo rintocco. Poi ne riparliamo.
Una cupola che è caduta e si è rialzata più determinata di prima, in una piazza che è il cuore vero della città. Se passate da L’Aquila e non alzate lo sguardo verso quel rosa stagliato contro il cielo, non preoccupatevi: tanto la cupola, da lassù, vi vedrà comunque passare oltre.



















