facciata san giuseppe dei minimi a l'aquila

Oratorio San Giuseppe dei Minimi

Non venite in via Roio. Sul serio. Là c’è solo una facciata di pietra chiara, senza pretese, che sembra uscita da una fotografia di un catalogo di sassi. Un rosone tondo, un portale, due finestrelle. Passate oltre. Tanto, cosa vuoi che ci sia dietro?

Ci siete ancora? Bene. Allora siete pronti per la verità.

Dietro quella facciata sobria c’è uno dei massimi esempi di barocco aquilano. Nel 1930 l’architetto Riccoboni tolse le forme barocche all’esterno e lasciò la muratura a vista, come un attore che si presenta in scena in tenuta da cantiere. Poi si apre la porta e la scena cambia.

Dentro è tutto un colpo di teatro. Oro sulle cornici, stucchi bianchi, balconcini con balaustre che sembrano palchi d’opera riservati a spettatori invisibili, e putti dappertutto, in equilibrio su ogni cornice con la disinvoltura di chi paga l’affitto da tre secoli. In fondo, l’altare, con una nuvola di angioletti che circonda il dipinto. Sembra un palazzo di corte che ha deciso di travestirsi da chiesa per sfuggire ai creditori.

E la storia? Costruito nel 1646, completato nel 1701, danneggiato dal grande terremoto del 1703, venduto nel 1770 alla Confraternita di San Giuseppe dei Minimi. Nel dopoguerra, tra stucchi e decori, finì a fare da magazzino a una vetreria. Immaginate quei putti dorati a sorvegliare cataste di bottiglie. Poi la musica, con i Solisti Aquilani dal 2007 al 2009. Dopo il sisma del 6 aprile, l’adozione da parte del Governo del Kazakhstan, e nel giugno 2013 la riapertura. Nessun altro edificio ha un curriculum più internazionale del vostro ultimo colloquio di lavoro.

C’è anche una porticina a sinistra dell’altare, che collega l’Oratorio alla chiesa di San Giuseppe Artigiano. Non spingetela con troppa curiosità: potreste ritrovarvi davanti al monumento Camponeschi, e a quel punto la vostra giornata sarà ufficialmente rovinata dalla bellezza.

Verdetto: un gioiello nascosto in bella vista, che ha sopportato più cambi di destinazione d’uso di un monolocale a Milano e continua a presentarsi in ordine.

Avvertimento: se salterete questa tappa, un giorno qualcuno vi chiederà “hai visto l’Oratorio di San Giuseppe dei Minimi?”. Voi direte di no, e un putto dorato, da qualche parte, prenderà nota.