La Porcellana Bianca
Nel 1979, in un imprecisato atelier europeo, qualcuno decise che il bianco non era l’assenza di colore, ma la sintesi di tutti i colori possibili in una sola, elegantissima resa dei conti estetica. Io, da scettico cronico e convinto assertore del principio secondo cui “un oggetto o serve o è solo polvere futura”, sono entrato da Porcellana Bianca, a L’Aquila, con la stessa fiducia con cui si entra in un centro commerciale il 24 dicembre. Ne sono uscito un uomo diverso.
La bottega esiste dagli anni ’80, ma nel 2003 Adele Metelli l’ha rilevata e le ha impresso un marchio personale con una precisione chirurgica che il CERN dovrebbe studiare per i suoi acceleratori di particelle. Nemmeno il terremoto è riuscito a fermare l’attività: dislocata, sopravvissuta, e tornata trionfalmente in centro storico, come una fenice che invece di rinascere dalle ceneri rinasce da un servizio piatti coordinato all’ultimo dettaglio.
Sono entrato pensando “sarà il solito negozio di ninnoli per anziane zie”, e mi sono ritrovato davanti a una scelta di porcellane, ceramiche colorate, sheffield e vetro che mi ha fatto capire, con la violenza di una rivelazione biblica, quanto fossero mediocri tutti i regali che ho fatto negli ultimi vent’anni. Ogni oggetto sembra posato lì non da un commesso, ma da un architetto rinascimentale con il righello laser.
Quando ho scoperto che Adele realizza personalmente le bomboniere per matrimoni, battesimi e liste di nozze, ho avuto lo stesso sussulto di chi assiste a un atterraggio di precisione su un portaerei in tempesta. Le sue mani lavorano con una delicatezza che sfida apertamente le leggi della fisica newtoniana: un fiocco, un nastro, un dettaglio, e improvvisamente capisci perché la gente si sposa — non per amore, ma per avere una scusa per tornare in quel negozio.
Il negozio cambia vetrine e proposte con le stagioni, come un organismo vivente dotato di gusto impeccabile, ma la cura per i dettagli resta costante, granitica, quasi fastidiosamente affidabile in un mondo che si sgretola attorno a noi.
Il Verdetto:
Questo non è un semplice negozio, è un avamposto di civiltà contro la barbarie del cattivo gusto. Andateci subito, che vi serva un regalo raffinato o che vogliate semplicemente redimere le vostre case. Fatelo. Perché se ignorate questo livello di grazia oggettistica, il cosmo vi punirà severamente: le vostre credenze si autorigenereranno riempiendosi esclusivamente di stoviglie in plastica opaca, e sarete condannati a bere brodino tiepido da tazze sbeccate vinte alla pesca di beneficenza, piangendo sulla vostra irreparabile mancanza di stile per il resto dei vostri giorni.





