Perdonanza Celestiniana
La Perdonanza Celestiniana: Come un Papa eremita inventò il primo “Reset” gratuito per i peccati
C’è chi per farsi perdonare si presenta a casa con un mazzo di rose all’ultimo minuto, e chi, per andare sul sicuro e cancellare decenni di marachelle, prenota un weekend a L’Aquila a fine agosto.
Se siete turisti in cerca di bellezze architettoniche, aria fresca di montagna e, già che ci siamo, di un’assoluzione totale e gratuita, siete atterrati nel posto giusto. Benvenuti alla Perdonanza Celestiniana, ovvero l’invenzione del primo, vero “Giubileo” della storia. Roba che a Roma avrebbero copiato solo qualche anno dopo.
Pietro da Morrone: il Papa che voleva solo stare in pace
Per capire la Perdonanza, dobbiamo fare un salto nel 1294. Immaginate un monaco eremita di oltre ottant’anni, Pietro da Morrone, che se ne stava beato e tranquillo nella sua grotta sulla Majella a pregare. A un certo punto, dopo due anni di conclavi a vuoto in cui i cardinali non riuscivano a mettersi d’accordo su nulla, bussano alla sua grotta: “Sorpresa! Sei il nuovo Papa!”.
Lui, comprensibilmente, non fa i salti di gioia. Viene incoronato a L’Aquila con il nome di Celestino V, ma la vita di palazzo non fa per lui. Resisterà in carica solo pochi mesi prima di dimettersi (Dante, che non era un tipo accomodante, lo piazzerà all’Inferno tra gli ignavi per il suo “gran rifiuto”). Ma prima di andarsene e tornare in montagna, Celestino decide di fare un regalo epico alla città che lo aveva ospitato, emanando la Bolla del Perdono.
Come funziona il “Cheat Code” per il Paradiso
Fino a quel momento, se volevi l’indulgenza plenaria (cioè la cancellazione di tutti i peccati), dovevi fare cose impegnative: tipo partire per una crociata o donare castelli alla Chiesa. Celestino V, che era un uomo del popolo, decise di lanciare una promozione senza precedenti, valida per tutti, ricchi e poveri.
Le regole, ancora valide oggi, sono semplici. Tra la sera del 28 e quella del 29 agosto, bisogna attraversare la Porta Santa della Basilica di Collemaggio (sì, la stessa chiesa che sfoggia il rosone più famoso d’Abruzzo e che fa da simbolo a queste nostre pagine). Requisiti richiesti? Essere sinceramente pentiti, essersi confessati e aver fatto la comunione.
Ci passi attraverso e Puff!, il contachilometri dei peccati si azzera. Un vero e proprio colpo di genio del marketing spirituale.
Tra velluti medievali sotto il solleone e Pop Star
Oggi la Perdonanza, riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, non è solo una faccenda per anime in cerca di redenzione. È un evento mastodontico che trasforma L’Aquila per un’intera settimana.
C’è il Corteo Storico: se venite il 28 agosto, vedrete centinaia di figuranti aquilani sfilare fieramente per le vie del centro indossando abiti d’epoca in pesantissimo velluto, sfidando con eroismo le temperature estive (un atto di penitenza già di per sé, che andrebbe calcolato nell’indulgenza). Loro scortano la Bolla originale fino a Collemaggio, in un’atmosfera che vi farà sentire dentro una puntata di Game of Thrones, ma con meno draghi e più arrosticini.
E poi ci sono le serate. L’Aquila si riempie di palchi, luci, stand gastronomici e concerti gratuiti con star nazionali e internazionali.
Insomma, che siate peccatori incalliti in cerca di uno sconto sulla pena, appassionati di rievocazioni storiche o semplici turisti con una gran voglia di esplorare una città che in quei giorni vibra di un’energia unica, la Perdonanza è un appuntamento da non perdere.
Venite, fatevi un giro, mangiate bene. E se poi passate anche per la Porta Santa, male non fa.
